Visualizzazione post con etichetta scrittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scrittura. Mostra tutti i post

domenica 4 febbraio 2007

PENNA PADANA

PENNA PADANA
[dal manuale di scrittura, Penna Padana, dell’on. Roberto Calderoli, Edizioni La Federale]

[…] Ispirazione. Parola e concetto di stirpe longobarda che richiama alla memoria la sua fase successiva, l’espirazione. Famosi biologi di scuola cattolico-creazionista hanno evidenziato come le penne nere sono una logica conseguenza dell’immigrazione incontrollata. Alla corte dei Gonzaga, ad esempio, l’inchiostro rappresentava un verde virgulto che stagliato sul bianco opaco delle prime stampe simboleggiava la gloria padana. Poi dopo la scoperta dell’America sono iniziati i secoli bui dell’oscurantismo sudista. I volgari blu e nero si sono fatti strada in maniera incontrollata contaminando la purezza nordista. Orde di calamai pieni di liquido demoniaco correvano sui sentieri battuti dal vento e poi sulle prime ferrovie e dopo ancora a bordo delle prime vetture per giungere all’incontrollabile dominio bolscevico rappresentato dalla penna rossa del ventesimo secolo. Al giorno d’oggi l’ateismo imperante proibisce l’utilizzo della verde speranza ormai relegata ai banconi impolverati delle cartolerie del lodigiano, ormai in rovina a causa dell’invasione dei cioccolatini sub-sahariani. Come diceva il famoso teologo ariano Friedrich Catz-Mayer “È più potente la penna (verde) o la spada?” L’attento studioso di nobile stirpe (famoso anche per la sua acclamata teoria sulla derivazione divina del manganello anti-extracomunitario) afferma come una penna appuntita dietro i reni dell’invasore non può che portare a dei risultati strabilianti. Ciò che voglio dire a tutti coloro che leggeranno questo manuale, dai cittadini di Milano a quelli di Padova, da quelli di Imperia a quelli di Brossate, è: verde non è bello se non è litigarello! […]